Come riconoscere se i nostri figli sono vittime di cyberbullismo

Aumenta il bullismo da tastiera. Attacchi ripetuti, continui, offensivi e sistematici sono all’ordine del giorno, soprattutto su internet. E in Italia è un fenomeno abbastanza radicato, che colpisce soprattutto i giovanissimi. La percentuale di coloro che dichiarano di aver subìto azioni di cyberbullismo infatti cala con l’età, e se il 10,1% degli undicenni dichiara di averle subite, a 13 anni la percentuale scende all’8,5%, e a 15 anni al 7%. Le vittime sono soprattutto i bambini che si affacciano nel mondo dei social in modo ingenuo e del tutto impreparato. Lo conferma un sondaggio del sistema di sorveglianza HBSC 2018 promosso dal Ministero della Salute.

Il 43% dei bambini americani è stata vittima di attacchi sui social

Il verdetto è ancora più preoccupante per l’American Academy of Pediatrics, che riporta dati allarmanti. Secondo l’associazione il 43% dei bambini e dei teenager americani è stata vittima di attacchi sui social, e il 58% di questi non ne parla con i genitori. D’altronde, basta dare al proprio figlio un telefonino o un tablet per esporlo al rischio, ricordano anche gli esperti di NetNanny, company di software di parental-control. In ogni caso, una volta percepiti segnali di allarme, inviati dai ragazzi anche in modo inconsapevole, è necessario creare un rapporto di fiducia. Che nasce se i genitori si dedicano all’ascolto, senza giudizi né rimproveri.

Segnale n 1, aumento di nervosismo o il rifiuto di andare a scuola

Ma quali sono i segnali per capire se un ragazzo è vittima di cyberbullismo? I sintomi sono più o meno evidenti, riporta Ansa, ma spesso vengono trascurati. NetNanny ha raccolto i 10 segnali più comuni, e in cima ai sintomi c’è un aumento di nervosismo o il rifiuto di andare a scuola. Il secondo segnale d’allarme appare quando il bambino risulta particolarmente irascibile e ansioso dopo che ha chattato o usato i social. Mentre il terzo riguarda lo stato d’animo del ragazzo mentre usa i dispositivi digitali. Si arrabbia a tal punto da sbattere la tastiera o il telefono? Può succedere che le vittime reagiscano con rabbia per prendere le distanze dai bulli.

Se il bambino è depresso, si isola o parla di suicidio

Il quarto campanello d’allarme dovrebbe accendersi quando il bambino non vuole condividere informazioni sul proprio account con i genitori, e il quinto la perdita inspiegabile di peso o l’aumento ponderale improvviso. Oppure ha mal di testa, mal di stomaco e difficoltà a mangiare. Il sesto segnale è la difficoltà a dormire di notte ed essere sonnolenti durante il giorno, il settimo indizio invece è un progressivo calo di interessi verso gli hobby o le attività che generalmente venivano svolte con piacere. Se poi il bambino appare depresso o antisociale (8), si isola da amici e parenti (9), o inizia a parlare di suicidio è indispensabile contattare immediatamente uno specialista, coinvolgendo subito la scuola.