Bankitalia ribassa le stime di crescita

Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ribadisce l’intenzione di mantenere un significativo stimolo monetario per un periodo prolungato. Nell’area dell’euro la crescita si è indebolita: nel novembre 2018 la produzione industriale è diminuita significativamente in Germania, in Francia e in Italia. E l’inflazione, pur restando su valori ampiamente positivi, è scesa per effetto del rallentamento dei prezzi dei beni energetici. Bankitalia rivede quindi al ribasso le stime di crescita. Il Bollettino Economico della Banca d’Italia spiega che per il nostro Paese la proiezione centrale della crescita del Pil è pari allo 0,6% nel 2019, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza, allo 0,9% nel 2020 e all’1% nel 2021. E la dispersione della distribuzione di probabilità attorno a questi valori, nelle attuali condizioni, è particolarmente ampia.

Una possibile diminuzione dell’attività anche nel quarto trimestre 2018

All’indebolimento dei mesi estivi ha contribuito la riduzione della domanda interna, in particolare degli investimenti e, in misura minore, della spesa delle famiglie. “In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono che l’attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto”, riporta il Bollettino. Se si dovesse verificare una simile possibilità questa equivarrebbe a una recessione tecnica.

Per i prossimi anni Bankitalia stima che l’inflazione aumenti “gradualmente, dall’1% quest’anno all’1,5% nella media del biennio successivo, a seguito dell’incremento delle retribuzioni private e del graduale allineamento delle aspettative di inflazione”.

Nel 2019 piani di investimento delle imprese di industria e servizi più contenuti

“Secondo il consueto sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, nel 2019 i piani di investimento delle imprese dell’industria e dei servizi sarebbero più contenuti a seguito sia dell’incertezza politica ed economica sia delle tensioni commerciali”, spiega ancora Bankitalia. L’andamento delle esportazioni italiane è risultato ancora favorevole nella seconda metà dell’anno passato, ma il rallentamento del commercio globale ha influenzato le valutazioni prospettiche delle imprese sugli ordinativi esteri.

“In autunno l’occupazione è rimasta sostanzialmente stazionaria”

Resta però ampiamente positivo il saldo di conto corrente, e continua a migliorare la posizione debitoria netta sull’estero del nostro Paese, riferisce Italpress, che alla fine di settembre si è ridotta a poco più del 3% del Pil. “Nel trimestre estivo – si legge ancora nel bollettino – sono aumentate le ore lavorate mentre il numero di occupati è lievemente diminuito; secondo i primi dati disponibili, in autunno l’occupazione sarebbe rimasta sostanzialmente stazionaria”. Inoltre, è proseguito l’incremento delle retribuzioni contrattuali in tutti i comparti”.