Quale piano cottura scegliere?

Trovare il piano cottura perfetto non è così complicato. Devi solo avere le idee chiare su come cucini (che tipo di piatti prepari, quanti ospiti hai di solito a casa) e scegliere in base alle tue esigenze. In genere si preferisce una soluzione efficiente, sicura, con una presenza elegante, che disponga di tecnologie moderne e che ovviamente si adatti alla tua cucina e al tuo stile di vita.

Dall’avanguardia alla tradizione

In breve, scegliere un tipo di piano cottura o un altro è una questione di esigenze quotidiane, stili di cottura e…preferenze dello chef! Per quel che riguarda le piastre ad induzione, le pentole vengono riscaldate direttamente sulle piastre, dunque non sul vetro. Il calore generato scompare rapidamente dopo aver spento la piastra. Inoltre, alcuni modelli incorporano zone Flex Induction, ovvero un’area per cucinare il più liberamente possibile. Puoi preparare il caffè, scaldare il latte e preparare frittelle allo stesso tempo, poiché questa soluzione ti permette di cucinare contemporaneamente con contenitori di diverse dimensioni e forme, senza sprecare energia.

Inoltre, funzioni come il controllo della temperatura  consentono di immettere il cibo alla temperatura ottimale, per una cucina più salutare. Per questo bisogna valutare bene le offerte elettrodomestici nel momento in cui si decide di acquistare un piano cottura.

I piani cottura in vetroceramica consumano più energia rispetto quelli a induzione, ma consente di sfruttare il calore residuo una volta che il fuoco è spento, sia per continuare la cottura sia per mantenere il cibo caldo. Inoltre incorporano un’ampia varietà di funzioni come la programmazione del tempo di cottura in ciascuna zona.

I piani cottura cottura a gas sorprendono per la loro funzionalità, sicurezza e design.

Quelli di nuova generazione incorporano un dispositivo di autoaccensione, ed il loro design si è evoluto molto nel corso degli anni. Oggi si può scegliere tra il classico acciaio inossidabile per la base e le finiture in vetro nero. È una qualcosa che, oltre a fornire un’estetica imbattibile, facilita la pulizia del dispositivo.

Acquistare o vendere un immobile a Monza

L’agenzia Giordano Mischi opera da oltre trent’anni nel settore immobiliare, e la sua affidabilità e serietà sono ampiamente riconosciute. L’agenzia è specializzata in soluzioni abitative di prestigio nella zona di Monza e della Brianza: parliamo dunque di immobili di lusso ma anche ville a Monza, attici ed altre soluzioni d’alto profilo. Lo staff garantisce sempre una consulenza chiara ed efficace, grazie all’immensa passione per questo lavoro ed il costante aggiornamento su ogni aspetto di questo settore. Passione e voglia di migliorarsi sono infatti dei capisaldi di questa rinomata agenzia, e rappresentano due fattori che le hanno consentito di ottenere grandi consensi e soprattutto la soddisfazione di chi ha già provato il servizio.

Se la tua necessità è quella di individuare un immobile o una villa che possa fare al caso tuo, l’agenzia Giordano Mischi si occuperà per te di effettuare specifiche valutazioni circa le potenzialità e le caratteristiche di ciascun immobile, fornendoti al tempo stesso consulenza tecnica per eventuali interventi di ristrutturazione e assistenza legale dall’inizio alla fine della tua esperienza d’acquisto. Se desideri invece  vendere un immobile, l’agenzia si occuperà di effettuare per te specifiche ricerche di mercato e studio dei migliori canali per la compravendita. Saranno adottate inoltre adeguate campagne pubblicitarie, conformi al livello di privacy richiesto dal cliente, e verranno forniti report periodici per aggiornare sull’efficacia della strategia di vendita e sulle visite effettuate da coloro che si sono mostrati interessati all’acquisto.

Il livello del servizio offerto è dunque davvero di prim’ordine, e ciò pone l’agenzia immobiliare Giordano Mischi in cima alle preferenze di quanti desiderano acquistare o vendere un immobile a Monza e in Brianza. È possibile fissare un appuntamento con un consulente contattando il recapito telefonico 0392315115, e la sede si trova in Via Italia 39 a Monza, all’interno di un elegante edificio storico.

Eventi Aziendali di Successo con New Team Eventi

Riuscire a ideare, pianificare e organizzare un evento aziendale di successo richiedere importante conoscenza del settore e capacità organizzative. Ogni aspetto va pianificato e organizzato con grande cura, in quanto anche il più piccolo dettaglio può assumere un ruolo importante nell’insieme delle cose. Il fine è quello di fare in modo che tutti gli ospiti intervenuti all’evento possano trascorrere una esperienza piacevole e rilassante nel corso della manifestazione. Per far ciò è dunque necessaria una grande capacità organizzativa, l’unico mezzo attraverso il quale è possibile raggiungere grandi traguardi.

Spesso chi, internamente all’azienda, viene incaricato di provvedere all’organizzazione dell’evento, non sempre ha le conoscenze e le capacità per poter pianificare e dare vita ad una manifestazione così importante, con il rischio di vanificare il lavoro di mesi e dare luogo ad un cattivo ritorno di immagine. Proprio per evitare spiacevoli situazione di questo tipo, sono oggi tante le aziende che affidano l’organizzazione del proprio evento aziendale all’agenzia comunicazione Milano New Team Eventi, una solida realtà del settore con grande conoscenza del territorio e delle risorse a disposizione, che farà in modo tu possa avere il ritorno d’immagine che avevi preventivato.

Un evento organizzato a regola d’arte e servizi scelti per te con estrema cura: dalla location migliore per accogliere i tuoi ospiti al rinfresco più adeguato, dai servizi fotografici agli impianti audio e video, dalla scelta delle hostess ai servizi di interpretariato agli inviti, nessun aspetto sarà trascurato. Sarà chiaro anche agli ospiti il livello estremo di cura ed organizzazione che avvolge l’evento, il che contribuirà a rendere agli occhi del cliente la tua azienda ed il tuo marchio come affidabili e di valore. Per qualsiasi tipo di richiesta o informazione puoi contattare New Team Eventi al recapito telefonico 0396260808, otterrai rapidamente le informazioni di cui hai bisogno.

Buono mobilità, fino a 500 euro di rimborso per l’acquisto di bici e monopattini

Per incentivare le forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale arriva il buono mobilità. Fino al 31 dicembre 2020 è infatti possibile ottenere il rimborso del 60% della spesa (fino a 500 euro) per l’acquisto di biciclette, segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Il buono è destinato ai residenti maggiorenni dei capoluoghi di Regione, Città metropolitane o capoluoghi di Provincia, ed è stato istituito in seguito alle restrizioni del trasporto pubblico locale adottate per l’emergenza Covid-19. Il buono può essere richiesto per una sola volta, ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.

Prolungato per gli anni 2021 e seguenti

“Per gli anni 2021 e seguenti – si legge in una nota del Consiglio dei ministri – il Programma incentiva il trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile a esso integrative a fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli altamente inquinanti. Si prevede che il buono venga riconosciuto per la rottamazione della tipologia di autovetture e di motocicli indicati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020”. Il buono potrà essere impiegato anche per l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Inoltre, il decreto amplia la normativa vigente che prevede il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie riservate per il trasporto pubblico locale, comprese le piste ciclabili.  

Come ottenere il contributo

Per ottenere il contributo basterà conservare il documento giustificativo di spesa (fattura), quindi accedere tramite credenziali SPID sull’applicazione web in via di predisposizione da parte del Ministero dell’ambiente e accessibile anche dal suo sito istituzionale. Alternativamente alla procedura a rimborso, una volta che l’applicazione sarà operativa (entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale) il buono potrà essere fruito attraverso un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web.

In pratica, gli interessati dovranno indicare sulla piattaforma il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa elettronico da consegnare ai fornitori autorizzati, insieme al saldo a proprio carico, per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

Nel 2021 torneranno efficaci le previsioni del decreto Clima

Nel 2021 torneranno invece efficaci le previsioni del decreto Clima, che prevede un fondo a carico del Ministero dell’ambiente pari a ulteriori 180 milioni di euro destinato ai residenti nei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria relativa alla qualità dell’aria. A partire dal 1° gennaio 2021, riporta l’Ansa, sarà necessario rottamare un autoveicolo o un motociclo inquinante per beneficiare del buono mobilità. Saranno previsti incentivi pari a 1.500 euro per ogni autoveicolo rottamato e a 500 euro per ogni motociclo rottamato. Oltre ai beni e ai servizi previsti per il 2020, nel 2021 sarà possibile acquistare anche abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale.

Golden power anche al settore alimentare

La crisi in corso ha messo in luce la valenza strategica del settore agroalimentare, e ha evidenziato come dipendere dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime rappresenti un elemento di debolezza per il nostro Paese. Secondo Filiera Italia, l’associazione a tutela delle eccellenze nella produzione agroalimentare italiana, molte industrie alimentari grandi e medie del nostro Paese hanno tecnologia, know-how, efficienza e sostenibilità uniche al mondo, e capaci di renderle prede ambite di altri Paesi.

In merito alle misure salva-imprese in discussione in Consiglio dei Ministri, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, dice quindi “sì alla Golden Power anche al settore alimentare”, per almeno un anno dall’inizio della criticità.

No a trasformare la crisi in un invito allo shopping delle nostre eccellenze

L’estensione della Golden Power anche al settore alimentare, fortemente voluta da Filiera Italia, darà al Governo la possibilità di esercitare diritto di veto su acquisizioni dell’industria del comparto considerate strategiche, non solo per di quote di controllo, ma anche di percentuali superiori al 10% dell’azionariato, anche da parte di Paesi Ue fino a oggi esclusi. Insomma, “un no fermo a trasformare la crisi in un invito allo shopping delle nostre eccellenze”, sottolinea Scordamaglia.

Un settore che ha bisogno di piani industriali a medio e lungo termine

Filiera Italia, inoltre, propone che accanto alla possibilità che lo Stato intervenga nell’acquisizione diretta di quote di imprese strategiche, venga sostenuta anche con apposite garanzie l’acquisizione di quote di aziende strategiche da parte di altri gruppi industriali di azionariato privato italiano. Questo, per favorire processi di aggregazione, crescita e rafforzamento di campioni nazionali che facciano da capofiliera.

“Sempre prestando attenzione che non ne approfittino fondi finanziari anche italiani, ma speculativi – prosegue il consigliere delegato – che non fanno bene a un settore come il nostro che ha bisogno di piani industriali a medio-lungo termine”.

Priorità assoluta alle Pmi

In merito poi alle misure attese di sostegno alla liquidità alle imprese, riferisce Askanews, Scordamaglia sostiene che “bisogna aver chiaro che la priorità assoluta va data alle Pmi su cui le principali filiere italiane si fondano”.

Inoltre, ancora prima delle risorse a disposizione, è prioritario prevedere procedure automatiche di attribuzione dei finanziamenti basati su garanzia pubblica. Secondo Filiera Italia è necessario semplificare il sistema di rating finanziario attualmente utilizzato, affinché le risorse non rimangano inutilizzate e le stesse banche fermino molte istruttorie.

“Oggi l’unico rating ammissibile per la concessione della liquidità – puntualizza ancora Scordamaglia – deve essere quello occupazionale e di continuazione dell’attività”.

Asciugamani Elettrico Mediclinics

Quante volte ti sarà capitato di constatare che la zona dei bagni del tuo locale è perennemente sporca a causa dei fazzoletti per asciugare le mani che traboccano dal cestino? Per non parlare di quei pezzi di carta che rimangono appiccicati al pavimento o fazzoletti che rotolano dappertutto. E cosa dire di quella solita chiazza d’acqua che si forma sul pavimento, causata dal gocciolare delle mani dei clienti durante la fase di asciugatura delle mani? Per te che sei un gestore sempre così attento all’igiene, alla pulizia e all’immagine del tuo locale questo è un problema non di poco conto ma di difficile soluzione. Ebbene, la soluzione geniale ed efficace che stai cercando da tempo oggi esiste ed è a tua disposizione, stiamo parlando degli asciugamani elettrici Mediclinics.

Questi dispositivi ultramoderni e super tecnologici sono in grado di asciugare le mani per intero entro 10/15 secondi, e garantiscono il massimo dell’igiene dato che non vi è alcun contatto ma soltanto un forte getto d’aria. Questi ingegnosi dispositivi garantiscono grandi prestazioni e consumi limitati, grazie all’assenza della resistenza che riscalda l’aria, e pongono fine al problema delle pozzanghere d’acqua nei pressi grazie ad un intelligente sistema che convoglia e raccoglie le gocce d’acqua. Quando il serbatoio sarà pieno, sarà il dispositivo stesso ad avvisare tramite un apposito segnale luminoso e acustico, e l’operatore potrà effettuare l’operazione di svuotamento in pochi secondi. Il prodotto è stato progettato e realizzato assolutamente in Europa, nello stabilimento Mediclinics di Barcellona, e non ha nulla dunque a che vedere con i prodotti importati dai paesi del Sud Est Asiatico. Grande qualità dunque, per un prodotto che vi consentirà di rendere i servizi igienici dei vostri locali un luogo ancora più pulito ed accogliente ma soprattutto sicuro e igienico. I vostri clienti o noteranno e vi ringrazieranno!

Casa dolce casa, a decidere sono le donne

In una coppia la scelta di una nuova casa per la propria famiglia è un passo importante, e la decisione viene condivisa, ma l’ultima parola è ancora delle donne. Uno studio condotto da  Homstate.it rivela infatti che ancora oggi le donne sono decisive quando una giovane coppia o una famiglia deve scegliere una nuova casa. A confermarlo sono i numeri, nella maggioranza dei casi, il 73%, è la donna ad avere l’ultima parola. E questo avviene nonostante stili di vita di uomini e donne siano sempre più simili in termini di impegno lavorativo e gestione delle incombenze familiari. Il tempo trascorso tra le mura domestiche da entrambi si avvia quindi a essere pressoché lo stesso.

I fattori che fanno la differenza tra casa e abitazione

Ma cosa cercano le donne in una nuova casa? Lo studio di Homstate.it ha analizzato i gusti delle donne, e ha scoperto le caratteristiche che fanno la differenza tra semplice abitazione e vera e propria casa. Non sorprende che in cima alla lista delle caratteristiche desiderate ci siano sicurezza e quiete del quartiere. Dopotutto la casa deve essere un posto dove sentirsi al sicuro e ritrovare il proprio equilibrio. Ma a contare è anche la posizione. Nella scelta della casa è infatti importante valutare la distanza dalle scuole e dal lavoro. Ognuno di noi infatti desidera trascorrere in macchina o sui mezzi pubblici meno tempo possibile, e c’è chi per raggiungere questo obiettivo è disposta a rinunciare all’acquisto della casa dei sogni, o comunque, a rimandarlo.

Luminosa, con balcone o giardino, e vicina a servizi e luoghi di svago

Un’altra caratteristica importante per una donna è la luminosità, e la presenza di un balcone o di un giardino. La vicinanza a servizi come supermercati e altri esercizi commerciali occupa il quarto posto della classifica, seguita dalla vicinanza a luoghi di interesse e di svago, come cinema, parchi, palestre e altro.

Una caratteristica, quest’ultima, che risulta essere apprezzabile dalle donne, ma non essenziale per la scelta finale della casa.

Vicino a autobus e metro. Anzi no, meglio fare quattro passi

Un altro aspetto che si tiene in grande considerazione quando si acquista una casa nuova è la raggiungibilità con i mezzi di trasporto. Le donne che hanno partecipato al sondaggio di Homstate.it hanno confermato questa preferenza, ritenendo molto importante la vicinanza a fermate dell’autobus e della metropolitana. Più importante ancora però risulta essere la distanza da zone densamente trafficate. Per le donne meglio fare quattro passi in più fino alla fermate dei mezzi pubblici piuttosto che vivere nel rumore del traffico urbano.

L’elettrificazione potrebbe ridurre del 60% le emissioni di Co2 in Europa

Tra il 2020 e il 2050 l’elettrificazione potrebbe ridurre in Europa del 60% le emissioni di Co2 derivanti dai combustibili impiegati nei trasporti, negli edifici e nell’industria. A indicare le stime è un rapporto della società di ricerca Bloomberg new energy finance (Bnef), che mette in evidenza gli step necessari affinché i decisori politici dei diversi Paesi incoraggino il “sector coupling”, ovvero la diffusione delle tecnologie basate sull’elettricità nei settori chiave, e semplifichino il processo per il sistema elettrico. Il rapporto, realizzato in collaborazione con Eaton e Statkraft, si intitola Sector Coupling in Europe: Powering Decarbonization, e delinea un percorso di elettrificazione plausibile che tiene in considerazione le politiche attuali dei Paesi presi in esame.

Un mix di cambiamenti diretti e indiretti

L’elettrificazione, si spiega nel rapporto, potrebbe realizzarsi attraverso un mix di cambiamenti diretti e indiretti. I primi implicherebbero una diffusione capillare di veicoli elettrici nei trasporti, e di pompe di calore per il riscaldamento di edifici e in alcuni ambiti industriali. I cambiamenti indiretti, invece, comporterebbero un passaggio al cosiddetto idrogeno verde, prodotto dall’elettrolisi utilizzando elettricità rinnovabile, come combustibile per riscaldare gli edifici e applicato al maggior numero possibile di processi industriali, che altrimenti utilizzerebbero combustibili fossili, riporta Ansa.

È necessario l’intervento dei decisori politici

“L’elettrificazione – commenta Victoria Cuming, head of global policy analysis di Bnef – potrebbe dare un enorme contributo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dai governi sfruttando la transizione verso un sistema a basse emissioni di carbonio, già in corso nel settore della produzione di energia”.

Tuttavia, per attuare questi cambiamenti sarà necessario l’intervento dei decisori politici. “I governi dovrebbero introdurre incentivi o requisiti per ridurre le emissioni prodotte dal calore degli edifici, sostenere progetti dimostrativi di elettrificazione, oltre a eliminare gli ostacoli alla produzione di idrogeno verde – continua Cuming -. Dovrebbero anche considerare come coinvolgere i consumatori di energia e la società civile alla luce del loro ruolo cruciale nell’abilitare l’elettrificazione di questi nuovi settori”.

Politiche più ambiziose e portare sul mercato altre tecnologie

Secondo il report entro il 2050 il sistema energetico potrebbe necessitare del 75% di capacità di generazione energetica in più rispetto a quanto sarebbe necessario senza il sector coupling, indirizzata principalmente da impianti eolici e solari a basso costo. Inoltre, il sistema elettrico dovrebbe essere più flessibile a causa dei diversi modelli di consumo energetico di riscaldamento e trasporto, riporta AlternativaSostenibile. Contestualmente i settori elettrificati potrebbero creare nuove fonti di questa flessibilità potendo modificare i loro modelli di consumo, a condizione che siano messe in atto le politiche e le tecnologie giuste. Per ridurre ulteriormente le emissioni a zero, i governi dovrebbero introdurre politiche più ambiziose per accelerare il percorso di sector coupling e portare sul mercato altre tecnologie come la cattura, l’uso e lo stoccaggio del carbonio (CCUS). Dovrebbero anche affrontare questioni legate all’agricoltura e all’impiego del suolo.

Niente più rimborsi Irpef per le spese in contanti

Dal primo gennaio 2020 tutte le spese che possono essere detratte dalla dichiarazione Irpef non dovranno essere pagate in contanti. In caso contrario, la detrazione non sarà accettata. Questa importante novità, di cui forse non tutti sono a conoscenza, è stata introdotta con la legge di bilancio 2020, scattata appunto con l’arrivo del nuovo anno. Ed è un’ipotesi che viene considerata anche nei dossier che accompagnano il provvedimento, in cui si stima una riduzione della spesa per i rimborsi con le nuove modalità pari a 496 milioni di euro. E poiché le spese sostenute quest’anno dovranno essere presentate nella dichiarazione dei redditi del 2021, il timore è che ci si renda conto del cambiamento solo dopo aver sbagliato, e di conseguenza, vedersi negata la restituzione del 19% della somma spesa. I contribuenti, quindi, sono avvisati.

Il sistema di pagamento deve essere tracciabile

Per essere chiari, riporta Adnkronos, lo sconto spetta solo a chi paga con versamento bancario o postale, ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili. La norma contenuta nella manovra prevede infatti che ”ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19%” spetta ”a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento” elettronici.

Dalle rate del mutuo all’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico

Più in particolare, le spese che dovranno essere sostenute con queste modalità sono quelle avvenute per i mutui ipotecari per l’acquisto di immobili, quelle per l’istruzione, funebri o per l’assistenza personale. E ancora, le spese sostenute per le attività sportive per ragazzi, per intermediazione immobiliare, per canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede, ed erogazioni liberali. Oppure, quelle relative a beni soggetti a regime vincolistico, le spese veterinarie, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, oppure per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Unica eccezione, le spese per i medicinali, i dispositivi medici, e le prestazioni sanitarie

Unica eccezione sono ”le detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale”. Nella legge di bilancio non si precisa però quali saranno i documenti che dovranno essere presentati in occasione della dichiarazione dei redditi, visto che i dettagli tecnici dovranno essere definiti dall’Agenzia delle entrate.

Come si viaggerà fra 20 anni? Senza stress e con l’aiuto dei robot

Come si viaggerà fra vent’anni? Gli italiani, quando immaginano il loro futuro anche in merito al settore del travel, desiderano soprattutto liberarsi dello stress. Che, in una visione “fantascientifica”, significa soprattutto viaggiare senza l’incubo delle lingue straniere e rivivere i ricordi delle ferie grazie alla realtà aumentata. È quanto è emerso dall’ultima indagine di eDreams, nota agenzia di viaggi online attiva in tutta Europa,  che ha chiesto a 10.000 viaggiatori provenienti da Italia, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Stati Uniti come sarà l’esperienza di viaggio tra 20 anni.

Addio barriere linguistiche

Tra vent’anni non ci sarà più l’ansia di dover parlare una lingua diversa dall’italiano. Infatti, il 66% di nostri connazionali pensa che si potrà ovviare a problemi di incomprensione linguistica grazie alla tecnologia che verrà in soccorso dei viaggiatori meno navigati con strumenti all’avanguardia di traduzione simultanea. Tanto temiamo il dover parlare una lingua straniera che, più della media dei paesi interessati dalla ricerca (60%), sperano che le innovazioni tecnologiche puntino a supportarci nel colmare le mancanze linguistiche.

Ricordi immersivi

Tra le rivoluzioni che ci attendono in un futuro neanche tanto lontano, in base ai risultati della ricerca i nostri connazionali abbandoneranno cellulare e macchina fotografica per un’esperienza più immersiva nei ricordi delle vacanze. Fra 20 anni le riunioni a casa di amici e parenti , invece che la proiezione di foto, si caratterizzano per condivisioni immersivi grazie alla realtà virtuale. Il 69% degli italiani, infatti, ritiene che la VR sarà il nuovo modo per immortalare vacanze indimenticabili, con ben 5 punti percentuali in più rispetto alla media dei paesi interessati dall’indagine.

Meno emissioni per l’aereo del futuro

Gli aerei su cui viaggeremo tra 20 anni saranno, secondo quanto evidenziato dalla ricerca, per i nostri connazionali soprattutto veloci (52%) per poter raggiungere celermente anche le destinazioni remote. Una percentuale più alta anche della media dei paesi, che si attesta sul 46%. I velivoli avranno poi a bordo finalmente wi-fi e servizi di streaming (50%) per poter occupare le lunghe ore di volo con film e serie tv. Ma l’aereo dei sogni avrà pure sala cinema e sala giochi, in pieno stile nave da crociera (35%) e comodi letti in tutte le classi (37%). Gli uomini del Bel Paese, dal canto loro, sperano che in futuro si arrivi prima a destinazione, con aerei più veloci (55%) e a zero emissioni perché elettrici (32%).

L’aiuto dei robot Altre migliorie saranno legate a comodità più pratiche: il 54% degli abitanti del Bel Paese vorrebbe, in futuro, velocizzare e snellire le file per il controllo passaporti e poter usufruire di strumenti che semplifichino questioni spinose come dove andare a mangiare o quanto vale la pena vedere quel museo o quell’attrazione, grazie a guide di viaggio personalizzate e futuristiche integrate con consigli di viaggio di esperti o blogger (36%). Mentre i signori uomini italiani sognano di potersi liberare della scocciatura di dover fare la valigia e di stampare i vestiti e l’occorrente direttamente arrivato a destinazione, grazie alle stampanti 3D (29%), le signore sperano di liberarsi di ansie da organizzazione, servite e riverite da robot, incaricati di organizzare e gestire ogni aspetto della vacanza (30%).

Nuove generazioni in azienda: come gestire la convivenza con i Millennials?

Hanno tanti nomi – Millennial Generation, Generation Next, Net Generation – ma più banalmente sono i nati fra l’inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta. Un vero e proprio “popolo” di giovani che oggi rappresenta circa due terzi della forza lavoro mondiale. Ovviamente il cambio generazionale – e spesso la convivenza – con persone di età diverse ha portato qualche scossone nelle aziende, anche nei reparti delle risorse umane. Il motivo è da attribuirsi in primo luogo al fatto che i Millennials, guardando alla propria carriera professionale, cercano qualcosa di diverso rispetto ai predecessori. Prima generazione sempre connessa e globale, quella dei Millennials è costituita soprattutto da lavoratori colti e curiosi, capaci di lavorare ovunque e a qualsiasi orario, a patto però di non sentirsi inseriti in strutture e in schemi troppo rigidi: la capacità di lavorare in ogni posto e in ogni momento, infatti, è una risposta al loro diffuso bisogno di flessibilità.

Flessibilità il primo desiderio

Non stupisce quindi che sia proprio la flessibilità, insieme alla connettività, uno dei desideri maggiori dei dipendenti della Generazione Y. A sottolinearlo è una ricerca di ADP e CorporateLeaders, la quale evidenzia come ci sia bisogno di un cambio di passo da parte dei responsabili HR, proprio per poter sfruttare al meglio le potenzialità dei Millennials. E questo è doppiamente importante ora che, con il definitivo tramontare del “lavoro a vita”, la permanenza dei talenti in azienda dipende dai benefici reciproci per entrambe le parti. Il problema però è che in media le aziende sopravvalutano la propria capacità di soddisfare i potenziali candidati e gli stessi dipendenti.

E questo accade fin dall’inizio, e quindi fin dal processo di selezione del personale: come rilevato dalla ricerca ADB, di fronte al 46% dei recruiter convinto che le prassi di reclutamento aziendali «funzionino bene», solo il 16% dei candidati la pensa allo stesso modo. Si tratta di un divario che indica una sotterranea insoddisfazione, e che continua anche negli step successivi del rapporto lavorativo, tanto che, secondo una ricerca Gallup, solo il 13% della forza lavoro globale dimostra un alto coinvolgimento nella propria attività. Ancora più grave è ciò che emerge dai dati Glassdoor: solo il 50% dei dipendenti è disposto a consigliare il proprio datore di lavoro agli amici.

Come attrarre i giovani talenti?

Le aziende e i rispettivi uffici HR devono quindi migliorare le proprie tecniche per attirare e per trattenere in azienda i talenti della Generazione Y. “Bisogna partire dal presupposto per cui i Millennials hanno esigenze differenti rispetto, per esempio, a quelle della Generazione X” spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati. “Lo stipendio, pur restando importante, passa in secondo piano: è forte il desiderio di crescere e di imparare, e anche la volontà di fare la differenza all’interno dell’azienda. Ecco quindi che le aziende devono investire in formazione, e dare fedback continui ai propri dipendenti. È inoltre necessario rendere il lavoro effettivamente flessibile, senza che il concetto di smart working resti solamente sulla carta: questi sono i primi fondamentali passi per riuscire ad attrarre Millennials talentuosi, e per trattenerli poi in azienda il più possibile”.

Come riconoscere se i nostri figli sono vittime di cyberbullismo

Aumenta il bullismo da tastiera. Attacchi ripetuti, continui, offensivi e sistematici sono all’ordine del giorno, soprattutto su internet. E in Italia è un fenomeno abbastanza radicato, che colpisce soprattutto i giovanissimi. La percentuale di coloro che dichiarano di aver subìto azioni di cyberbullismo infatti cala con l’età, e se il 10,1% degli undicenni dichiara di averle subite, a 13 anni la percentuale scende all’8,5%, e a 15 anni al 7%. Le vittime sono soprattutto i bambini che si affacciano nel mondo dei social in modo ingenuo e del tutto impreparato. Lo conferma un sondaggio del sistema di sorveglianza HBSC 2018 promosso dal Ministero della Salute.

Il 43% dei bambini americani è stata vittima di attacchi sui social

Il verdetto è ancora più preoccupante per l’American Academy of Pediatrics, che riporta dati allarmanti. Secondo l’associazione il 43% dei bambini e dei teenager americani è stata vittima di attacchi sui social, e il 58% di questi non ne parla con i genitori. D’altronde, basta dare al proprio figlio un telefonino o un tablet per esporlo al rischio, ricordano anche gli esperti di NetNanny, company di software di parental-control. In ogni caso, una volta percepiti segnali di allarme, inviati dai ragazzi anche in modo inconsapevole, è necessario creare un rapporto di fiducia. Che nasce se i genitori si dedicano all’ascolto, senza giudizi né rimproveri.

Segnale n 1, aumento di nervosismo o il rifiuto di andare a scuola

Ma quali sono i segnali per capire se un ragazzo è vittima di cyberbullismo? I sintomi sono più o meno evidenti, riporta Ansa, ma spesso vengono trascurati. NetNanny ha raccolto i 10 segnali più comuni, e in cima ai sintomi c’è un aumento di nervosismo o il rifiuto di andare a scuola. Il secondo segnale d’allarme appare quando il bambino risulta particolarmente irascibile e ansioso dopo che ha chattato o usato i social. Mentre il terzo riguarda lo stato d’animo del ragazzo mentre usa i dispositivi digitali. Si arrabbia a tal punto da sbattere la tastiera o il telefono? Può succedere che le vittime reagiscano con rabbia per prendere le distanze dai bulli.

Se il bambino è depresso, si isola o parla di suicidio

Il quarto campanello d’allarme dovrebbe accendersi quando il bambino non vuole condividere informazioni sul proprio account con i genitori, e il quinto la perdita inspiegabile di peso o l’aumento ponderale improvviso. Oppure ha mal di testa, mal di stomaco e difficoltà a mangiare. Il sesto segnale è la difficoltà a dormire di notte ed essere sonnolenti durante il giorno, il settimo indizio invece è un progressivo calo di interessi verso gli hobby o le attività che generalmente venivano svolte con piacere. Se poi il bambino appare depresso o antisociale (8), si isola da amici e parenti (9), o inizia a parlare di suicidio è indispensabile contattare immediatamente uno specialista, coinvolgendo subito la scuola.

Donazioni su Facebook, raccolti 2 miliardi di dollari

In quattro anni le donazioni effettuate tramite Facebook sono arrivate a superare 2 miliardi di dollari, di cui la metà, 1 miliardo di dollari, proviene dalle raccolte fondi organizzate dagli utenti per il proprio compleanno. Facebook ha iniziato a offrire la possibilità di raccogliere donazioni nel 2015, con un’iniziativa ispirata alla celebre Ice Bucket Challenge, la campagna virale attivata sul web e sostenuta da alcune celebrità per aiutare attraverso le donazioni la ricerca sulla Sla (sclerosi laterale amiotrofica). L’Ice Bucket Challenge invitava le persone a filmarsi mentre si versavano in testa un secchio d’acqua gelata. E Facebook ha seguito l’esempio dell’iniziativa, mettendo a disposizione degli utenti la possibilità di raccogliere fondi per sostenere una causa o un’organizzazione.

Oltre 45 milioni di persone hanno donato o creato una raccolta fondi sul social network

A oggi, dalle grandi Ong ai singoli cittadini, oltre 45 milioni di persone hanno donato o creato una raccolta fondi su Facebook, una cifra più che raddoppiata negli ultimi 10 mesi, mostrando una crescente adozione degli strumenti di beneficenza forniti dalla piattaforma. Ad annunciare il traguardo è il social network, che sottolinea come 1 miliardo di dollari provenga soltanto dalle raccolte fondi attivate dagli utenti per il proprio compleanno.

Strumenti per la beneficenza online usati dalle Ong e dai singoli cittadini

In Italia, come nel resto del mondo, gli strumenti per la beneficenza sono usati da diverse organizzazioni no profit, tra cui l’Ail, l’associazione italiana contro la leucemia, e Dynamo Camp, che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche. Molte sono anche le raccolte dei singoli utenti, come quella di Paola per donare un defibrillatore alla città di Cefalù, o quella per comprare un impianto di videosorveglianza per Angelo e Andrea, una coppia vittima di aggressioni di matrice omofoba.

Le più gettonate le raccolte lanciate in occasione del compleanno

Ad andare per la maggiore, spiega la compagnia di Mark Zuckerberg, sono però le raccolte che gli utenti lanciano in occasione del proprio compleanno, invitando gli amici a donare per sostenere le cause in cui credono: dalla Ong che assiste i senzatetto al rifugio per animali. Elio, ad esempio, per il suo compleanno è riuscito a raccogliere 3.400 euro in favore di Green Cross Italia, mentre gli amici di Anna per i suoi 40 anni hanno donato 1.400 euro alla Epsylon Onlus, che opera a sostegno dell’infanzia disagiata, riporta Ansa.

Dallo scorso luglio però le raccolte fondi sono sbarcate anche sulle Storie di Instagram attraverso lo sticker “donazioni”, che consente di avviare campagne della durata di 24 ore.