Bankitalia ribassa le stime di crescita

Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ribadisce l’intenzione di mantenere un significativo stimolo monetario per un periodo prolungato. Nell’area dell’euro la crescita si è indebolita: nel novembre 2018 la produzione industriale è diminuita significativamente in Germania, in Francia e in Italia. E l’inflazione, pur restando su valori ampiamente positivi, è scesa per effetto del rallentamento dei prezzi dei beni energetici. Bankitalia rivede quindi al ribasso le stime di crescita. Il Bollettino Economico della Banca d’Italia spiega che per il nostro Paese la proiezione centrale della crescita del Pil è pari allo 0,6% nel 2019, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza, allo 0,9% nel 2020 e all’1% nel 2021. E la dispersione della distribuzione di probabilità attorno a questi valori, nelle attuali condizioni, è particolarmente ampia.

Una possibile diminuzione dell’attività anche nel quarto trimestre 2018

All’indebolimento dei mesi estivi ha contribuito la riduzione della domanda interna, in particolare degli investimenti e, in misura minore, della spesa delle famiglie. “In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono che l’attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto”, riporta il Bollettino. Se si dovesse verificare una simile possibilità questa equivarrebbe a una recessione tecnica.

Per i prossimi anni Bankitalia stima che l’inflazione aumenti “gradualmente, dall’1% quest’anno all’1,5% nella media del biennio successivo, a seguito dell’incremento delle retribuzioni private e del graduale allineamento delle aspettative di inflazione”.

Nel 2019 piani di investimento delle imprese di industria e servizi più contenuti

“Secondo il consueto sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, nel 2019 i piani di investimento delle imprese dell’industria e dei servizi sarebbero più contenuti a seguito sia dell’incertezza politica ed economica sia delle tensioni commerciali”, spiega ancora Bankitalia. L’andamento delle esportazioni italiane è risultato ancora favorevole nella seconda metà dell’anno passato, ma il rallentamento del commercio globale ha influenzato le valutazioni prospettiche delle imprese sugli ordinativi esteri.

“In autunno l’occupazione è rimasta sostanzialmente stazionaria”

Resta però ampiamente positivo il saldo di conto corrente, e continua a migliorare la posizione debitoria netta sull’estero del nostro Paese, riferisce Italpress, che alla fine di settembre si è ridotta a poco più del 3% del Pil. “Nel trimestre estivo – si legge ancora nel bollettino – sono aumentate le ore lavorate mentre il numero di occupati è lievemente diminuito; secondo i primi dati disponibili, in autunno l’occupazione sarebbe rimasta sostanzialmente stazionaria”. Inoltre, è proseguito l’incremento delle retribuzioni contrattuali in tutti i comparti”.

Milioni di app sono a rischio crash

Gli esperti del CERT lanciano l’allarme: è stata scoperta una vulnerabilità di gravità elevata per alcuni sistemi di database che potrebbe consentire di accedere alla memoria delle applicazioni o causarne il crash. In particolare, si tratta di una vulnerabilità di SQLite, il Database Management System (DBMS SQL) di pubblico dominio implementato sotto forma di libreria incorporabile all’interno delle applicazioni. Pertanto, SQLite è installato in tutti i maggiori sistemi operativi, e in milioni di applicazioni software, tra le quali molte di larga diffusione.

Magellan, una vulnerabilità di gravità elevata

“Grazie alle sue caratteristiche di compattezza, velocità, affidabilità e alla facilità d’uso, SQLite è il gestore di database più diffuso al mondo”, spiegano gli esperti del Computer Emergency Response Team.

La vulnerabilità di gravità elevata scoperta dai ricercatori di sicurezza del Tencent Team Blade è stata battezzata, Magellan, e potrebbe consentire a un attaccante di eseguire codice arbitrario sui dispositivi affetti, accedere alla memoria delle applicazioni o causarne il crash, con conseguente condizione di denial of service (DoS).

Magellan, inoltre, può essere sfruttata facilmente da remoto, ad esempio mediante una pagina Web appositamente predisposta.

A rischio i maggiori sistemi operativi, e non solo

“Anche se non sono stati resi noti i dettagli della vulnerabilità e il corrispondente exploit, questa vulnerabilità ha un impatto potenzialmente enorme – sottolinea il CERT -. La libreria si trova infatti installata in tutti i maggiori sistemi operativi, inclusi Windows, macOS, iOS e Android, e in milioni di applicazioni software, tra le quali molte di larga diffusione, come i browser web Firefox, Chrome e Safari, il client di posta elettronica Thunderbird, oltre a Skype, Dropbox e svariati prodotti Microsoft e Adobe”.

SQLite è integrato anche nei linguaggi di programmazione web PHP e Python, ed è ampiamente utilizzato in sistemi embedded (integrati) per dispositivi IoT (Internet of Things).

Aggiornare i sistemi con le patch di sicurezza

I ricercatori che hanno fatto la scoperta hanno informato tempestivamente gli sviluppatori di SQLite e Google della presenza di questa falla. La vulnerabilità, riporta Adnkronos, è stata corretta in SQLite versione 3.26.0, e in Chrome 71.0.3578.80, rilasciato lo scorso 4 dicembre. Fortunatamente per ora non si hanno notizie che Magellan sia stata sfruttata in attacchi reali. In ogni caso, consigliano gli esperti, “si raccomanda agli utenti di sistemi e applicazioni potenzialmente affetti da questa vulnerabilità di tenerli costantemente aggiornati, installando le patch di sicurezza non appena queste vengono messe a disposizione dai rispettivi produttori”.

Italiani, un popolo di stressati: l’89% ne soffre

L’89% degli italiani è stressato, si ritiene sottoposto a un carico di pressioni, incombenze e preoccupazioni che riduce la qualità della vita e arriva molte volte a incidere negativamente sulla salute, il lavoro e le relazioni sociali.

Ma quali sono le cause di stress più frequenti? Da quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare le fonti di stress principali sono le difficoltà economiche (66%) e il lavoro (61%). Seguite dai problemi di salute (55%), dalla relazione con il partner (31%), e la gestione e l’educazione dei figli (27%).

Come rimediare a stanchezza, insonnia, sbalzi d’umore?

Tra i disturbi correlati allo stress che più condizionano la vita gli italiani elencano l’eccessiva stanchezza, spesso generata da insonnia (53%), gli sbalzi d’umore (51%), la tensione muscolare (27%), la tachicardia o l’emicrania (26%). Come rimediare, o almeno, gestire tutto questo carico di stress? Per il 52% degli italiani il rimedio principale è svolgere un’attività fisica regolare. Tra le discipline considerate più efficaci il 52% sceglie la corsa, il 48% si affida a yoga, pilates e meditazione, e il 42% al nuoto. Oltre allo sport gli effetti negativi dello stress si combattono anche attraverso l’alimentazione, con infusi e tisane rilassanti (49%), oppure affidandosi a sedute di fisioterapia e massaggi (39%), o frequentando centri termali (34%). Per il 10%, però, la soluzione è ricorrere ai farmaci.

Lavoro e insoddisfazione economica le cause più frequenti

Se l’attività lavorativa è fonte di stress per due italiani su tre, la prima causa scatenante è l’insoddisfazione economica (55%), dovuta a una remunerazione insufficiente, e comunque non in linea con le proprie aspettative. Questa è seguita dai carichi e ritmi di lavoro spesso pressanti (46%), e dalla mancata realizzazione professionale (46%), che aumenta il senso di inadeguatezza e di insuccesso. Tra le altre fonti stress, la carenza di tempo per sé (38%), il clima competitivo all’interno dell’azienda (34%), e il pendolarismo (31%).

Misure di welfare per rilassare i dipendenti

“Insieme all’adozione di uno stile di vita sano, che tutti possiamo impegnarci a mettere in pratica, anche il welfare aziendale ricopre un ruolo importante – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo Reale Mutua -. Anche perché, come evidenzia la nostra ricerca, il lavoro è uno dei fattori di influenza sullo stato psicofisico”.

L’azienda stessa, infatti, può fare la sua parte mettendo in campo misure di welfare per gestire lo stress correlato al lavoro, come la flessibilità oraria e lo smartworking (desiderati dal 55% del campione), un’apposita sala relax (35%), o l’abbonamento a un centro fitness (34%).

Inps, reperibilità malattia: attenti a…

Malattia, reperibilità, visite mediche, esoneri… Negli ultimi tempi si è molto parlato di questo argomento. Già, perché il rischio di commettere errori, anche in buona fede, è davvero alto e può costare caro. Ecco perché l’INPS ha pubblicato sul suo sito alcuni utili chiarimenti, ripresi dall’agenzia AdnKronos.

Visite mediche di controllo domiciliari

Per l’esonero dalle visite mediche di controllo domiciliari “molti lavoratori stanno chiedendo ai propri medici curanti di apporre il codice ‘E’ nei certificati al fine di ottenere l’esenzione dal controllo” scrive l’Inps sul suo sito. Che precisa: “In primo luogo, che le norme non prevedono l’esonero dal controllo ma solo dalla reperibilità: questo significa che il controllo concordato è sempre possibile, come ben esplicitato nella circolare Inps 7 giugno 2016, n. 95”.

Esclusione, quando
”Il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le ‘agevolazioni’ previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità” continua la nota sul sito. Queste situazioni sono contenute in due provvedimenti: nel decreto del ministero del Lavoro 11 gennaio 2016, per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati (e riguardano patologie gravi che richiedono terapie salvavita; o stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%); nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017 n. 206 per i dipendenti pubblici (e includono patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della ‘Tabella A’ allegata al decreto del presidente della Repubblica 30 dicembre 1981 n. 834 o a patologie rientranti nella ‘Tabella E’ dello stesso decreto; e ancora, stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%)”. Solo in questi casi, dice l’Istituto “la segnalazione da parte del curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta ex post, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo”.
Il Codice E è per uso interno

Per quanto riguarda il ‘Codice E’ indicato nel messaggio 13 luglio 2015, n. 4752, è riservato “a esclusivo uso interno riservato ai medici Inps durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime” spiega l’Inps. Quindi “qualsiasi eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione ‘Codice E’ non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia a cura dei datori di lavoro che d’ufficio”.

File in banca e contanti addio, è tutto in un’app

Mobile payment, contactless payment, m-commerce, mobile-POS, mobile wallet: sono i servizi destinati a rimpiazzare in breve tempo sia il denaro contante sia i pagamenti tradizionali effettuati con il Pos. Addio, dunque, alle file agli sportelli bancari. Le carte di credito ora sono nello smartphone, e con le app di internet banking non solo è possibile gestire il proprio conto corrente da casa, ma anche gestire il proprio portafoglio di risparmio, acquistare o vendere titoli, dialogare con la banca e ottenere servizi personalizzati. Non è un caso che l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano registri in Italia un aumento del 150% dell’uso delle carte contactless e del 60% del mobile payment. Due sistemi di pagamento che traineranno un mercato stimato dall’Osservatorio in 100 miliardi di euro nel 2020.

La rivoluzione contactless

Con le app dedicate lo smartphone è abilitato a inviare e ricevere denaro, e non solo per grandi cifre, ma anche per pagare un caffè nei negozi abilitati, o acquistare il biglietto della metro, riporta Adnkronos. A Milano, ad esempio, grazie alla rivoluzione digitale avviata da Atm, l’Azienda Trasporti Milanesi, già si viaggia senza biglietto. Infatti lo si può acquistare contactless con carta dei circuiti Visa o Mastercard, o anche via smartphone o smartwatch. Basta avvicinare la carta o il device, senza bisogno di registrarsi prima, e l’importo della tariffa sarà addebitata sull’estratto conto senza alcuna commissione.

Sicurezza garantita

Con lo smartphone si può trasferire denaro ai contatti presenti in rubrica e ai negozi convenzionati. E grazie al sistema di monitoraggio delle transazioni eventuali tentativi di frode vengono individuati immediatamente tramite le notifiche ricevute via app o sms. Un altro elemento di sicurezza è il servizio 3D Secure, pensato proprio per proteggere gli acquisti online. Al momento del pagamento di un acquisto sul web, si riceve un sms con il codice di sicurezza dinamico di 6 cifre, utilizzabile solo una volta per completare l’acquisto. Una garanzia che la carta venga usata solo per gli importi, i canali e le aree geografiche scelte dal consumatore.

Un salvadanaio digitale

Diverse applicazioni (Gimme5, Oval Money e GoSherpy) consentono poi di sostituire quello che una volta era il libretto di risparmio. Gimme5, ad esempio, fornisce la possibilità di risparmiare denaro impostando obiettivi futuri, oppure utilizzarli per investimento attraverso piani di accumulo. Oval Money invece analizza i consumi grazie al collegamento con le carte di credito, di debito e i conti correnti, mentre GoSherpy accumula risparmio attraverso piani di breve durata abbinati a obiettivi specifici. Ogni app garantisce sicurezza attraverso partnership con società specializzate e utilizza protocolli certificati per trasferire il denaro. Inoltre la gestione dei soldi è sottoposta al rispetto delle rigide regole dei paesi che ospitano i depositi.

Le imprese italiane cercano personale con competenze ecologiche

Le imprese italiane sono sempre più green, e alla ricerca di personale con competenze in materia di ambiente. Nel 2017 circa 653mila imprese hanno ricercato profili professionali con attitudine al risparmio energetico o ecosostenibilità. E questo a prescindere dagli investimenti già effettuati o programmati in tecnologie sostenibili.

Come mostra il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, un’impresa italiana su due, fra quelle con dipendenti (il 49,9%), richiede al personale che intende assumere il possesso di competenze legate alla sostenibilità ambientale.

E secondo Unioncamere ben il 76,8% dei contratti programmati, sia a tempo indeterminato che determinato, era destinato a persone che potevano vantare green skill.

Investimenti green per tutti i comparti industriali

 

La propensione a investire nelle competenze ambientali del capitale umano riguarda sia i comparti dell’industria che quelli dei servizi, ed è particolarmente elevata nei settori del turismo, nella chimica e farmaceutica, nei trasporti e logistica, nella sanità, nelle costruzioni e nell’istruzione, riporta Askanews.

Le competenze green, in particolare, vengono richieste con diverse gradazioni per l’82,5% dei contratti per la Professioni tecniche e per il 79,9% per gli Operai specializzati. Tra le professioni per le quali la richiesta di competenza di grado elevato raggiunge percentuali importanti si incontrano gli installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti, i tecnici della produzione e preparazione alimentare, i manovali nel settore delle costruzioni e della manutenzione opere pubbliche, idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas.

Il 15,9% delle imprese dichiara di sostenere investimenti in prodotti e tecnologie sostenibili

L’investimento delle imprese nelle competenze del personale va ad affiancarsi all’analisi della quota di imprese che dichiara di aver già investito o di volere sostenere nel corso del 2017 investimenti in prodotti e tecnologie green. In grado, quindi, di assicurare un maggior risparmio energetico e una maggiore sostenibilità ambientale (15,9%). Tale quota fornisce inoltre nuovi spunti per cogliere la trasformazione in atto del sistema economico in chiave di sostenibilità ambientale.

Una trasformazione industriale e sociale

Si tratta di una trasformazione che passa sempre più attraverso una richiesta pervasiva di competenze “verdi”, che interessa tendenzialmente anche professioni che in passato non avevano questo tipo di caratterizzazione.

Considerando che tali attitudini sono richieste a 80 laureati su 100, e a circa 3 su 4 diplomati o possessori di qualifica professionale, di queste tendenze dovrà tener conto anche il sistema scolastico e universitario. Come? Aggiornando i programmi di formazione dei diversi indirizzi di studio

Si apre l’era del 5G. Ed è subito bando

Inizia una nuova era, quella del 5G. Una nuova tappa del percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una tecnologia innovativa, che non è semplicemente un’evoluzione del 4G, ma una piattaforma che “apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico”, afferma Luigi di Maio, ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali. Secondo il ministro si tratta di di una tecnologia che rappresenta un punto di rottura con il passato. Le reti 5G dovranno infatti soddisfare anche le esigenze di nuovi utilizzi, come l’Internet of things e i servizi di trasmissione vitali, in caso, ad esempio, di disastri naturali.

Una connessione sempre più veloce e alla portata di tutti

Le differenze tra 4G e 5G vanno al di là della maggiore velocità. Si traducono “in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema, un più basso consumo delle batterie e una migliore copertura”, spiega Di Maio. Oltre a latenze inferiori, costi più bassi per l’installazione delle infrastrutture, più elevata affidabilità delle comunicazioni.
”La connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti – continua Di Maio – coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l’associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile”.

È stato approvato il bando di gara, e il relativo disciplinare

Il bando per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze da destinare a servizi di comunicazione elettronica “nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz prende l’avvio delle disposizioni della legge di bilancio 2018, che prevedeva importanti misure economiche per favorire la transizione alla nuova tecnologia 5G”, spiega Di Maio.

Le caratteristiche della nuova nuova tecnologia, riporta Adnkronos, consentiranno la digitalizzazione di ampi settori economici, dai trasporti  all’agricoltura, la cultura, la scuola, la sanità, il turismo, l’ambiente, garantendo ampi margini di crescita per il Paese.

“Internet è un bene di prima necessità come l’acqua e l’energia elettrica”

“Voglio rimarcare come la connessione a Internet sia espressione di democrazia e debba essere considerata un diritto primario di ogni cittadino – afferma ancora Di Maio -. Tutti i consumatori avranno diritto alla fruizione dei servizi di fonia e internet a un prezzo accessibile, come stabilito dagli artt. 79 e 80 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche approvato dal Parlamento Europeo”.

Se c’è libertà degli Stati di “prevedere fondi interamente nazionali o privati per sostenere la misura – secondo Di Maio – c’è inoltre libertà degli Stati di prevedere che le fasce deboli abbiano pacchetti agevolati in modo tale che non siano socialmente escluse”. Perché Internet deve essere considerato “un bene di prima necessità – puntualizza il Ministro – alla stregua dell’acqua e dell’energia elettrica”.

Fatturazione elettronica obbligatoria: per chi e come fare

Dal prossimo anno la fattura dovrà essere elettronica, e non solo per i fornitori di enti pubblici. Dal 1° gennaio 2019 anche le imprese e i professionisti dovranno fatturare solo in maniera elettronica: pena la nullità del documento. Tutte le fatture non elettroniche saranno infatti giudicate nulle. È quindi necessario conoscere tutti i passaggi per emettere una corretta fattura elettronica, così da non commettere errori una volta che questa diventerà obbligatoria per tutti, o quasi.

Anche se esistono molti software a pagamento che permettono di compilare inviare la fattura elettronica, il tutto può essere eseguito tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come fatturare elettronicamente tramite l’Agenzia delle Entrate

Dopo essersi registrati sul sito web dell’Agenzia delle Entrate indicando i dati richiesti, ovvero codice fiscale, dichiarazione dei redditi e reddito complessivo, viene assegnato un pin per poter accedere successivamente a tutti i servizi dell’erario online. Quindi, una volta ottenuto il pin, basta accedere alla sezione Fatture e corrispettivi, da cui è possibile compilare e inviare tutte le fatture elettroniche di cui si ha bisogno. Il sito mette a disposizione dell’utente una scelta tra diverse tipologie di fatture: ordinaria, semplificata, o fattura della Pubblica Amministrazione, riferisce Adnkronos.

Compilare la fattura e correggere eventuali errori

Esattamente come per quella in formato cartaceo anche nella fattura elettronica bisognerà indicare i dati personali dell’emittente e quelli del cliente, così come tutti i dati rilevanti ai fini della validità della fattura, quali, ad esempio, la data di emissione, l’oggetto del pagamento e l’aliquota Iva applicata. Una volta compilata in tutte le sue voci è possibile consultare la propria fattura nella sezione Riepilogo, dove è possibile rivedere il documento.  Eventualmente, se ci si accorge di avere commesso un errore, è possibile correggere prima di inviare.

Inviare la fattura online

A questo punto si deve selezionare la voce Conferma per salvare il file (in formato xml) della fattura elettronica sul PC. Nel frattempo la fattura deve aver superato tutti i controlli del Sistema Ricevente, quindi è necessario sottoscriverla con la firma digitale. Solamente ponendo la firma digitale, infatti, la fattura elettronica sarà pronta per essere inviata. Per poter inviare, anche in questo caso, è possibile utilizzare lo stesso servizio dell’Agenzia delle Entrate. Come? Semplicemente cliccando sull’opzione Trasmissione e allegando il file della fattura che si intende inviare. Dopo aver caricato il file l’operazione si conclude cliccando su Invia. A questo punto il sistema invierà la conferma dell’avvenuta trasmissione.

Come l’innovazione tecnologica cambierà il mondo

L’innovazione tecnologica è una forza dirompente, e i cambiamenti dovuti all’impatto delle nuove tecnologie sui settori industriali hanno sempre dominato l’immaginazione dei futurologi. Ogni anno il team Visionary Innovation di Frost & Sullivan, composto da futurologi, consulenti e analisti, esamina l’orizzonte di questi cambiamenti a breve termine, e osserva i vari settori per identificarne le aree di metamorfosi.

Lo studio The Top Trends for 2018: The Power of Technology and Technology Companies analizza proprio le forze che avranno il maggiore impatto nell’anno corrente, e ne esamina i trend, includendo aree geografiche, industrie e applicazioni.

I 5 trend del cambiamento

Secondo lo studio, i principali trend che trasformeranno le industrie sono 5. Il 1° è il braccio di ferro per l’innovazione. Secondo gli esperti assisteremo a un incremento del contrasto tra le aziende tecnologiche, le organizzazioni e i governi che le regolano: un braccio di ferro al fine di raggiungere un equilibrio tra la tutela dei consumatori e la ricerca di innovazione, riporta Askanews. Il 2° riguarda la corsa agli armamenti quantistici. Il quantum computing si sta evolvendo rapidamente, e sembra vicino a raggiungere la supremazia quantistica, ovvero la capacità di superare le prestazioni dei supercomputer tradizionali. Le aree chiave di interesse saranno codifica, intelligenza artificiale, materiali e generazione di qubit.

Il trasporto prende il volo e la scienza comportamentale entra in azienda

Il 3° trend riguarda il trasporto personale, che diventerà volante. E sta compiendo notevoli progressi al perfezionamento dei test, anche grazie ai nuovi concorrenti che fanno il loro ingresso nel mercato. (4°) I progressi della scienza comportamentale aziendale invece passeranno alla fase di fast follower in qualità di funzione emergente nell’impresa. Aziende esperte adotteranno i principi delle scienze economiche e sociali per incrementare la produttività dei lavoratori, e spingere i consumatori verso risultati allettanti.

Inoltre, si assisterà al distacco dai modelli costituiti solo da piattaforme. (5°) Uber e Airbnb hanno evidenziato un interesse che va oltre i modelli costituiti solo da piattaforme, spingendosi fino all’acquisizione e alla partnership con fornitori di beni.

“I 60% delle aziende non arriverà a compiere 10 anni”

“Nel 2018, le conversazioni d’affari saranno dominate da diversi argomenti chiave: la fantascienza che diventa realtà, lo scontro tra tecnologia e governi, le crescenti preoccupazioni dei consumatori nei confronti della tecnologia, e infine la tecnologia finanziata dallo Stato – afferma Lauren Taylor, Principal Analyst del gruppo Visionary Innovation di Frost & Sullivan -. Il 60%o delle aziende non arriverà a compiere 10 anni. Mentre le piattaforme, i modelli di business e le tecnologie collidono creando diverse sfumature e la categorizzazione diventa difficile, questi insight possono rappresentare uno strumento di riferimento essenziale per escogitare strategie a breve termine, e definire obiettivi di implementazione a lungo termine”.

L’occupazione in Italia torna a crescere: valori massimi dal 2008

Finalmente una buona notizia che coinvolge il mondo del lavoro, uno dei punti critici della ripresa economica italiana. A marzo 2018, afferma l’Istat attraverso i suoi dati provvisori, l’occupazione è tornata ai massimi dal 2008. La stima degli occupati continua a crescere (+0,3% rispetto a febbraio, pari a +62mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente). Come riporta Adnkronos, la crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento maggiore si stima per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali).

Bene per gli uomini, meno per le signore

Non manca per una nota negativa. La crescita, dice l’istituto di statistica, è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l’aumento dei mesi precedenti, si registra un calo. Nell’ultimo mese si stima una ripresa degli indipendenti, che recuperano in parte la diminuzione osservata nei primi due mesi dell’anno e, in misura più lieve, dei dipendenti a termine, mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti.

Crescono i contratti a termine

Su base annua continua l’aumento degli occupati (+0,8%, +190 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda esclusivamente i lavoratori a termine (+323 mila), mentre calano i permanenti (-51 mila) e gli indipendenti (-81 mila).

Ultracinquantenni, il mercato del lavoro li premia

Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391 mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46 mila) mentre calano i 35-49enni (-246 mila). Nell’arco di un anno diminuiscono sia i disoccupati (-4,0%, -118 mila) sia gli inattivi (-1,1%, -150 mila).

Per quanto riguarda i dati rilevati a marzo, l’Istat commenta che “si conferma la ripresa dell’occupazione nell’anno in corso, dopo la battuta d’arresto osservata a fine 2017. Un aspetto di rilievo nell’ultimo mese è la crescita dell’occupazione giovanile (+68 mila occupati 15-34enni). La crescita tendenziale si distribuisce per genere e si concentra nei giovanissimi (15-24enni) e soprattutto negli over 50, per effetto sia dell’aumento dell’età pensionabile sia dei fattori demografici. Dopo i livelli massimi della fine del 2014, la disoccupazione è scesa sui livelli della seconda metà del 2012, ancora 5 punti percentuali sopra al livello pre-crisi. Sensibile il calo dell’inattività, sia maschile sia femminile, che tocca negli ultimi mesi i livelli minimi”.

I dati dei primi tre mesi dell’anno

Nel primo trimestre 2018 crescono soprattutto i dipendenti a termine (+66 mila), mentre diminuiscono lievemente i permanenti (-8 mila) e in misura più consistente gli indipendenti (-37 mila). Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un lieve aumento dei disoccupati (+0,1%) e un calo degli inattivi (-0,3%, -34 mila).